giovedì 7 aprile 2011

Regali

Oggi inauguro il primo tag di questo blog: "Regali". I post che appartengono a questo tag non sono miei: sono racconti, e perchè no, immagini che mi vengono regalate da altre persone.

Ieri mi ha scritto Peppe due mail. In una diceva:

"belli i tuoi scritti: mi piace il tuo modo di raccontare il sesso che è come se si fosse lì a viverlo."

e nella seconda mail mi ha mandato un regalo, un suo racconto di cui mi ha concesso l'onore di condividerlo sul blog (ecco questo è un altro dei vantaggi di non permettere commenti se non via mail privata: poter mostrare per bene a tutti le cose belle).

Ecco il racconto di Peppe.


Chiudo gli occhi nel momento in cui, sorridendomi, apri le gambe e t'inginocchi sopra il mio bacino. Me lo prendi in mano, te lo porti tra le cosce. Lo strusci sul tuo sesso. Dal glande scoperto mi giunge una scossa. Il mio gemito si fonde al tuo, mentre sento la pressione e avverto le tue labbra cedere e sciogliersi scivolose attorno alla mia asta. Ti penetri. Ti ci siedi sopra, resti accovacciata per un po' su di me, tenendomi le mani sul petto. Mi tieni dentro di te, senza muoverti, stringendomi i fianchi con le ginocchia. Mi lecchi il collo e i capezzoli. Sento il tuo calore e la tua voglia sul mio membro, imprigionato e bagnato. Lentamente inizi a muovere il bacino, aumentando la pressione verso il basso: "Mi piace sentirmelo dentro così... è mio!". Quelle parole mia scatenano una scintilla che si mette a bruciare d'improvviso. Apro gli occhi, ti fisso. Ti lecco il viso e, sferro un violento colpo di reni nel momento in cui tu spingi in basso. Ti sfugge un grido, mentre ti serro con forza i fianchi con le mani ed inizio a guidarti verso un ritmo più frequente. Ti sollevi, mentre le mie dita affondano nella tua morbida carne. Ti porti le mani dietro la nuca, butti la testa all'indietro. Sudata, ti offri. Mi avvento sui tuoi seni, preda della mia bocca e della mia voglia. Mangio, lecco, succhio i tuoi capezzoli. Duri, buoni, miei.
Sono in preda ad una eccitazione violentissima, improvvisa. Le mie mani scivolano lungo i tuoi fianchi, stringono, palpano, modellano. Scendono sul tuo sedere pieno. Spremono, sollevano, allargano, si accentrano. Avverto la tua pelle farsi più tenera, morbida come seta, calda come cera, mentre scivolo nel loro mezzo. Ti sollevi e ricadi sempre più violentemente sul mio membro. Non ho mai lasciato le mie dita frugare fin lì, vicino al tuo buco, e così audacemente, forse per pudore o per timore. Ma ora non ci penso. Ho nelle narici il tuo odore e una voglia incredibile che mi devasta il cervello. Mi abbracci forte, premendomi la testa tra le tue tette. Ti piace, ti piace allora. Ti dimeni più forte sul membro, sento il tuo miele bagnarmi, siamo eccitatissimi, avvinghiati da una voglia nuova.
Affondi le mani nella mia schiena, gridandomi: "Sììì...". Il mio dito finalmente entra in te, penetrandoti il culo dove non avevo mai osato. Un urlo scomposto e selvaggio ci lega in un orgasmo violentissimo, liberatorio, contraendoci all'unisono con i nostri sessi, bagnati e luccicanti.

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